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Vincitori

Storie Evangeliche - Calcio

Sono un ragazzo di 28 anni, mi chiamo Nicola e ho il privilegio di scrivere ciò che Dio ha fatto nella mia vita. Fin da bambino giocavo a calcio e vivevo con l'entusiasmo di questo sport nel cuore praticandolo tutti i giorni felicemente con molto agonismo facendo progetti per il mio futuro (diventare un gran calciatore). Mentre la vita andava avanti felicemente una mattina svegliandomi sentivo un gran dolore alla gamba sinistra,

Non volevo dire nulla alla mia mamma, perché avevo già programmato la giornata (dovevo giocare una partita importante), ma il dolore continuava sempre più forte e fui costretto a dirglielo e la sua risposta fu "sarai stanco o hai preso qualche botta mentre giocavi a pallone". Mi mise la pomata e mi fece stare in riposo, mi ricordo che la giornata era passata triste e dolorosa senza poter scendere giù. I giorni seguenti notavamo che il dolore persisteva e iniziavo a non camminare in modo corretto, fissammo una visita da uno specialista ortopedico, il giorno della visita sembrava che non arrivasse mai, trascorrevo le mie giornate nel letto con forti dolori e il tempo non passava mai.

Quando arrivò il giorno della visita tutto contento accompagnato dai miei genitori varcai la porta del dottore per farmi visitare. Lui solo guardandomi fece cenno ai miei genitori di farmi uscire per parlare solo con loro, accorgendomi del fatto gli chiesi perché dovevo uscire se io ero il paziente. Lui mi affermò che ammirava la mia forza di combattere e continuò dicendo che non conosceva questa mia malattia e che sarebbe stata difficile da scoprire anche nel tempo che dovevamo pregare Dio che non toccasse il cervello. I miei genitori erano entrambi avviliti mentre io ero scettico della bravura del dottore, da quel momento iniziammo un lungo calvario di molti anni girando per medici, psicologi e psichiatri, senza risultati facendo tutti i tipi d'esami e ricerche possibili, tutto usciva negativo, e quindi non c'era una vera entità alla ragione di questa malattia. Giorno dopo giorno peggioravo e mentre la mia deambulazione era critica si affacciavano nella mia mente le parole del primo medico e tutto questo mi portò in una profonda depressione, dovetti abbandonare la scuola con molta rabbia dentro, e mentre prima trascorrevo i miei giorni giocando a calcio, ora stavo dentro un letto senza voglia e forza di vivere. Si affacciava in me il desiderio di farla finita, comprai così una pistola.

Un giorno entrai per caso in una sala giochi. Mentre giocavo si avvicinò il responsabile della sala giochi e mi chiese perché il mio volto era triste, gli risposi che era evidente il perché. Lui mi affermò che solo Gesù poteva risolvere il mio problema. Questo qui m'ispirò tanta fiducia non per ciò che aveva detto ma per la sua gentilezza. Iniziammo a frequentarci, pian piano mi faceva acquistare fiducia nella mia vita ma puntualmente ogni sera coricandomi pensavo alla situazione drammatica, piangevo a dirotto e il pensiero di suicidarmi era sempre più vicino, vedevo la mia famiglia distrutta e mi sentivo la causa. Una notte in particolare ero distrutto, dopo un pianto a dirotto pensai che quella era l'ultima notte di vita, la mattina seguente mi sarei ucciso, la pistola era già pronta. La mattina però arrivò una telefonata dall'università degli studi di Napoli, chiedendomi se volessi sostenere un esame mai fatto prima, per vedere di scoprire quale fosse la malattia, in altre parole mi chiesero di fare la risonanza magnetica, ed io risposi di No! Vedendo piangere mia madre ci ripensai e per accontentarla le dissi "che io sostenevo quell'esame, però se non si fosse saputo che malattia avevo, mi sarei ucciso". Andai in ospedale e dopo alcuni giorni d'attesa il mio medico curante, mi disse "che purtroppo non conoscendo la mia malattia, nessuno si sarebbe assunto la responsabilità di questo esame. Mi fecero aspettare mezz'ora, per discutere il mio caso con tutti i medici. Dopo mezz'ora venne un infermiere comunicandomi che avevano deciso di farmi la risonanza. I miei genitori erano contenti ed io iniziai a pensare di tutto.

I miei genitori, non potevano restare da soli mentre aspettavano la conclusione dell'esame, quindi telefonai al mio amico, che mi aveva ispirato fiducia e gli chiesi di venire all'ospedale il giorno della risonanza per sostenere i miei. Lui non poteva, mi affermò che avrebbe fatto venire la sorella. Il giorno della risonanza arrivò e come detto dal mio amico anche la sorella arrivò, sapevo che lei era di fede cristiana evangelica, fu lì con me mi salutò e mi disse che mi aveva portato un regalo "la Bibbia". Disse "che Dio gli aveva messo nel cuore di farmi leggere un Salmo e lo scrisse in prima pagina ed io per accontentarla e contraccambiare la sua visita lo lessi insieme con lei, dopo posai la bibbia sotto al mio comodino. Chiesi a mia mamma se potevo portare quest'amica con me all'altro padiglione dell'ospedale, dove dovevo sostenere la risonanza, e lei disse di Si.

Quello che mi colpiva era il sorriso della mia amica e pensavo che rideva perché sapeva che dovevo morire e voleva farmi passare le ultime ore ridendo.
Arrivò il momento che dovevo entrare sotto la risonanza, salutai la mia amica e lei disse "di non preoccuparmi perché Dio era con me". Ai medici chiesi di fare presto, addormentandomi dopo tanti tentativi, mi svegliai subito sotto la risonanza e pensai subito ai miei movimenti involontari e quindi al fallimento della risonanza, con la conseguenza che non si riusciva a vedere che malattia avevo. In quel momento pensai a tre cose: i miei genitori, la pistola già pronta per il suicido e il passo biblico che avevo letto insieme alla mia amica. Il primo verso del Salmo 46 che dice "Dio è per noi un rifugio una forza, un aiuto sempre pronte nelle difficoltà". In quel momento invocai il Signore, chiedendogli se veramente esisteva come avevo sentito dalla mia amica, di tirarmi fuori da quella difficoltà come dice il versetto, non finì neanche di dire queste parole ed iniziavo a sentire una pace nel cuore mentre con la bocca ringraziavo Dio e non sapevo cosa stava succedendo, ma la gioia che riempiva il mio cuore era forte e indescrivibile ringraziavo solo Dio. Alla fine i medici volevano svegliarmi, ma ero già sveglio ed ero e lucido. Loro increduli, andarono a chiamare il mio dottore, che aveva seguito la risonanza dal monitor, lui mi domandò da quanto tempo e risposi da mezz'ora. Lui mi disse che per lui c'era una buona notizia, perché la risonanza era riuscita ma tutto era negativo. Si aspettava una mia reazione. Mi fece mettere in disparte per parlare da soli e mi disse "ti ho in cura da sette anni i tuoi movimenti involontari sono sempre esistiti adesso tu mi affermi che eri sveglio da circa mezz'ora e ci credo perché sei lucidissimo, però mi devi spiegare come hai fatto a non muoverti sotto la risonanza ?" gli risposi: che non stavo da solo e lui mi chiese sorridendo: "Con chi stavi?" e io gli risposi piangendo "con Gesù!" lui incredulo mi fece andare fuori. Volevo incontrare subito la mia amica per raccontarle ciò che era successo e mentre lo facevo c'era tanta gente che ascoltava. Abbiamo gioito assieme e ringraziato Dio poi mi misero in un angolo da solo alzai il lenzuolo della barella e m'infilai con la testa sotto.

Volevo stare solo con Dio per ringraziarLo per quello che aveva fatto e gli chiesi come potevo contraccambiare il suo aiuto. Sentivo che Lui mi chiamava a servirLo rispondendo di no perché non volevo iniziare un percorso che poi avrei abbandonato, ma la Sua chiamata era così forte che decisi di servirLo solo se da quel momento in poi mi avesse aiutato Lui Mi sentii di confessare tutti i miei peccati; ero gioioso perché era cambiata la mia vita, da quel momento in poi sono passati otto anni e nonostante la malattia esista e non c'è diagnosi tutto è più facile. Nei momenti difficili c'è qualcuno fedele cui posso rivolgermi con la certezza della Sua risposta e la cosa più bella è che quando il Signore ritornerà andrò in cielo per vivere con Lui per l'eternità.

Nicola

Commenti

antonio (non verificato)
Sab, 02/16/2008 - 16:05
Caro Nicola quello che ti e' successo e' una grande e meravigliosa opera dello Spirito Santo e la gente deve sapere che Gesu' e' lo stesso ieri oggi e in eterno ed opera come faceva circa 2000 di anni fa.alleluia
patrizia (non verificato)
Sab, 03/08/2008 - 17:14
Ciao nicola,ho letto la tua testimonianza,ho pianto tanto di gioia per te.Spero che il Signore possa fare altrettanto per me.Che il Signore ti bebedica 
Gaetano (non verificato)
Gio, 12/17/2009 - 07:44
FRATELLO NICOLA PACE SONO GAETANO MAGLIONE COME STAI ?SPERO CHE TI RICORDI DI ME COME IO MI RICORDO DI TE. ESPERIENZA INDIMENTICABILE AD UN TURNO DI CAMPEGGIO A ROCCAMONFINA.DOVE TU ERI IMPEGNATO IN SEGRETERIA.PACE COMUNQUE E A PRESTO.
Massimiliano (non verificato)
Mer, 02/10/2010 - 00:53
Ciao Nicola.....sono il tuo nuovo fratello Massimiliano....la tua testimonianza anche se già la conoscevo,fa  sempre venire la pelle d'oca!...DIO ti benedica grandemente e sappi che un giorno potrai correre senza stancarti tra le braccia del Tuo amato SIGNORE GESU'..avrai un corpo incorruttibile!...pace

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