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Un messaggio insperato

Storie Evangeliche - Messagio Bottiglia

Mi chiamo Lino Mazzi e sono nato a Stellata un paesino in provincia di Ferrara il 27 marzo del 1933, vicino all'argine del fiume Po dove è iniziata la mia vita di credente. Nel 1940 mio padre si trasferì con tutta la famiglia a Ferrara per motivi di lavoro e lì trascorsi la mia adolescenza, completando gli impegni scolastici e aiutando mio padre nell'impresa edile. Nel 1952 feci un concorso per entrare in aeronautica e riusci ad entrare. Dopo aver fatto la scuola militare a Caserta fui trasferito a Vicenza e da lì a Brescia dove rimasi per 12 anni.La mia attività principale in quel periodo era frequentare le sale da ballo e così feci per alcuni anni fino al giorno in cui il Signore volle visitare la mia vita. Alla fine di settembre del 1961 durante una licenza mi trovavo a passare alcuni giorni nella casa del mio nonno paterno a Stellata. 

Un giorno e precisamente il 23 settembre andai a pescare con mio zio nel Po, mentre lui pescava sulla riva, io presi la barca e mi allontanai avvicinandomi al punto dove il Panaro affluisce nel Po e il mio sguardo fu attirato da una bottiglia chiusa con un tappo che galleggiava in senso verticale. Questo mi incuriosii e avvicinandomi la presi; guardando dentro vidi un rotolo di carta. La portai a riva, la ruppi, presi il rotolo e lo lessi. Era un messaggio evangelistico che parlava della grazia di Dio e della salvezza per fede nel sacrificio di Gesù. Lo lessi attentamente e lo feci leggere anche ai miei familiari e queste parole toccarono profondamente il mio cuore. Nel retro del biglietto c'era l'indirizzo di chi l'aveva spedito e così tornato a Brescia scrissi una lettera a questo signore di Torino che successivamente divenne un fratello in fede e si chiamava Rossini Antonio. Iniziammo uno scambio epistolare dove io esprimevo tutta la mia infelicità e lui mi esponeva tutto il piano di Dio per la mia vita. Alcuni mesi dopo decisi di andare a Torino, chiesi un permesso al comando militare e partii in treno. Arrivato a Torino mi misi alla ricerca di questa località " Borgo Spineirano", dopo varie difficoltà mi presentai alla casa del fratello, appena aprirono la porta e mi videro dissero : tu sei Lino quello della bottiglia. In quei tre giorni che rimasi in quella casa fui toccato dalle loro testimonianze, dalle preghiere e dalla lettura della Bibbia. Quando ci lasciammo mi regalarono un Nuovo Testamento, incoraggiandomi a perseverare nella lettura e nella ricerca di Gesù.

Tornato a Brescia, per due mesi divorai quelle letture che producevano in me un benessere profondo. Ero affamato e assetato della verità della Parola di Dio ed i miei colleghi vedendomi così assiduo nella lettura mi deridevano pensando che ero impazzito, anche perché non andavo più con loro a ballare. Qualche tempo dopo tornai a Torino per trovare il fratello Antonio e famiglia ed essi mi invitarono al loro culto. Feci l'esperienza di ascoltare il mio primo culto evangelico. Rimasi colpito dal parlare in lingue e la loro interpretazione, poi quando fu il momento della predicazione della parola salì sul pulpito un anziano fratello un certo Pietro Grua e fui toccato nel cuore, sbalordito ed esterrefatto dal fratello senza cultura, ma con un'unzione particolare. Al mio ritorno a Brescia, continua la lettura della parola di Dio e mi convinceva sempre più, così presi la sincera decisione di accettare Gesù come mio personale salvatore.

Chiesi un altro permesso per tornare dai fratelli a Torino, ed espressi che volevo Gesù con tutto il cuore nella mia vita. Cominciammo a pregare ed esortato a glorificare Dio, il mio cuore si aprì, lo Spirito Santo cominciava a compungere il mio cuore ed il sangue di Gesù mi liberava e lavava tutti i miei peccati.
Era il 18 marzo del 1962 e fu festa grande in quella casa, si riunirono tutti i fratelli della zona a fare festa insieme a me e mi chiamavano "il fratello della bottiglia". Nel mio ritorno a Brescia portai una valigia piena di vangeli, con l'intenzione di servire il Signore immediatamente e distribuii il materiale in mezzo ai miei colleghi di lavoro.
Lo Spirito Santo mise sotto sopra tutta la base aerea e in poco tempo tutti ebbero la testimonianza dell'evangelo. In quei giorni si convertì un sergente, Luciano Battaglia e sua moglie e due impiegati civili e cominciammo le riunioni in casa mia. Iniziarono anche le prime opposizioni, in particolare il cappellano militare infuriato andò a parlare al comandante della base, che convocò me e il fratello Battaglia "consigliandoci", ordinandoci di non parlare più, altrimenti avrebbe preso provvedimenti disciplinari. Non potevo fare a meno di testimoniare e con il fuoco acceso dallo Spirito Santo nel mio cuore, continuai a testimoniare nonostante le minacce.

Durante una licenza tornai a Ferrara dalla mia famiglia e parlai a tutti della salvezza in Cristo Gesù, anche alla mia fidanzata Graziella. In questo periodo venne a Ferrara in visita il fratello Rossini con la moglie Federica e insieme a loro continuammo a testimoniare a tutti.
Graziella accettò subito con tutto il cuore il Signore Gesù, il 7 aprile del 1963 ci sposammo nell'unica chiesa evangelica di Ferrara che era Battista. Dopo il matrimonio tornammo a Brescia ed abitavamo in un appartamento, avvisati dal fratello Rossini che a Verona vi era una chiesa pentecostale delle Assemblee Di Dio curata dal pastore Supertino Carlo, ci recammo con i fratelli in quella comunità e per un po' frequentammo i culti a Verona. In seguito il fratello Supertino fu avvisato che vicino a Brescia nel paese di Lumezzone abitavano due famiglie di origine calabrese che erano evangeliche. Andammo a visitarli e li esortammo a venire a Brescia. Incoraggiati anche dal fratello Supertino iniziammo a fare i culti a casa nostra e così nasceva la prima comunità evangelica di Brescia. Eravamo diventati circa una dozzina, con i nuovi convertiti e ci trasferimmo in un garage trasformato in locale di culto. Ma si stava preparando per me una nuova aspettativa.

Il comando militare mi trasferì d'autorità all'aeroporto di Rimini e così dovetti nel giro di 48 ore fare tutti i preparativi per questo trasloco forzato. Mi accomiatai con i fratelli di Brescia, li incoraggiai ad andare avanti e partii. Lasciai mia moglie Graziella a Ferrara dai suoi genitori e andai a Rimini a presentarmi al nuovo comando. Durante questo periodo travagliato nacque Luca, era l'aprile del 65, e trovato un appartamentino in affitto feci venire Graziella da Ferrara col piccolo Luca e incominciammo così una nuova realtà. Io ero in contatto telefonico col fratello Supertino e mi informò che a Bologna c'era una comunità evangelica curata allora dal fratello Silvano Arcangeli, così quando ero libero dal servizio andavo con la mia famiglia al culto. A quel tempo la comunità di Bologna era formata da una ventina di credenti, e li facemmo conoscenza con una famiglia di Gambettola, la famiglia Faedi: il fratello Enzo, la sorella Adele e due bambine, Rita e Marinella.

Incoraggiati dal fratello Arcangeli, iniziammo a fare i culti infrasettimanali nella casa del fratello Faedi a Gambettola, e così verso la fine del 1965 nasceva la prima testimonianza in Romagna. Il Signore ci dava grazia, si convertì un mio collega, il maresciallo Di Donato, poi una donna, Frisoni Giuseppina, e Beppino Chiti. Arrivò dal Belgio anche il fratello Piscaglia Venanzio che si mise in contatto con noi, così la realtà evangelica prendeva corpo. Incominciai a comprendere il motivo perché il Signore permise questo trasferimento forzato a Rimini. Ci riunivamo tutti in casa del fratello Faedi, ma oramai non ci stavamo più.

Il Signore ci fece sentire la necessità di aprire una testimonianza a Rimini e così ci mettemmo alla ricerca di un locale. Lo trovammo in via Clementini vicino alla stazione ferroviaria, così verso la fine di giugno del 1967 ci trasferimmo tutti là e iniziammo a fare i culti nel nuovo locale. Sono passati 41 anni da quel giorno e pur attraversando tante prove e peripezie, il Signore ha chiamato un grande popolo, sono state aperte tante missioni, e l'opera di Dio inarrestabile, ci rallegra grandemente soprattutto a noi anziani credenti. Il Signore ci benedica tutti e ci fortifichi sempre di più, facendoci prosperare nella fede e nella grazia fino al giorno che saremo tutti con Lui.

Pace nel Signore a tutti.

Lino

Commenti

Lidia (non verificato)
Mar, 12/28/2010 - 19:49
Sono una sorella in Cristo. Questa testimonianza mi ha edificato moltissimo e mi incoraggia a parlare di Gesù con qualsiasi mezzo. Conosco personalmente la famiglia Rossini in quanto abito a Venaria in provincia di Torino. Il Signore vi benedicaLidia Buso
Sante (non verificato)
Ven, 07/08/2011 - 12:58
Si vede l'opera di Dio, quel fratello che ha messo il volantino nella bottiglia, sembrerebbe che ha fatto qualcosa di strano, ma è stato guidato dalo Spirito Santo, qualcuno in quel momento che lo vedeva buttare la bottiglia nel fiume, potrebbe averlo giudicato male,(e così può capitare ancora oggi), ma era un uomo di Dio! Bello vedere come Dio ha un piano nella nostra vita, come Lino ha ubbidito a Dio e non all'uomo (Atti 4:19-29)ed ha continuato a portare la parola, la verità  che lo aveva trasformato, cambiato.Anche noi vogliamo continuare l'oera del Sugnore, prendendo il buon esempio dagli uomini di Dio, finché Lui ritorna!
Francesco Monteleone (non verificato)
Dom, 01/01/2012 - 20:49
Buonasera,Lino,ho letto con piacere il tuo articolo,sono il figlio di Giacomo Monteleone che spesso parlava di te e della chiesa di Brescia,non ti ho mai conosciuto ma mi ha fatto piacere leggere quell'articolo...Buon anno
sandro (non verificato)
Lun, 03/30/2009 - 14:15
leggendo la testimonianza di lino il Signore ha toccato il mio cuore e benedicendomi mi ha fatto provare "l'amore di Dio".Voglia L'eterno degli eserciti soffermare la Sua benedizione su di me per i meriti del Suo figlio Gesu e continuare a parlare al mio cuore.

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