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Richesta d'aiuto

Mi chiamo Stefano, figlio di Serafino, che a pochi mesi di vita (1940) era morente per la tubercolosi , mio nonno visto così mandò a prendere degli abiti abbastanza decenti per seppellirlo (visto che la miseria era grande) ma il neonato nel tempo trascorso per rimediare i vestiti si riebbe fino a mostrare appetito e a riprendere le funzioni vitali.
Figlio di Liliana, che neonata nel 1945 era con i suoi 2 fratelli e mia nonna dentro alla galleria di Serravalle a motivo degli intensi bombardamenti e della guerriglia tedesca fuori la galleria. Senza viveri da molto tempo, mia nonna vide la bimba priva di sensi e all'arrivo degli alleati portò la bimba al comando americano dicendogli che era morta, ma il medico americano, presa la bimba, sentì che era ancora viva e prestate le cure possibili e il cibo, la ridette a mia nonna che si era riavuta.

Sono cresciuto in una famiglia con i principi dell'onestà e del rispetto del prossimo, ritenuto dagli altri un bravo ragazzo e io stesso pensante questo, non mi restava altro che vivere la vita. A parte qualche ragazzata del tipo, con la mia 2 CV Charleston, in 4 dentro mi sono lanciato nel fiume di Faetano in un passaggio a guado nel mese di Novembre, trovandoci in mezzo al fiume a macchina spenta per circa un'ora prima dell'arrivo dei soccorsi, con l'acqua che spingeva contro la macchina. Come dicevo, a parte qualche ragazzata (anche rischiose a volte da compromettere anche altri) come quella descritta, mi è andata sempre bene! Tra i compagni, alcuni hanno fatto delle scelte che li hanno portati alla distruzione della loro vita, anche nel senso fisico, ma da certe cose ho cercato sempre di tenermene lontano.

Da ragazzetto avevo iniziato a lavorare e la sera mi ritrovavo con qualche amico a parlare dei primi innamoramenti e discussioni di vita di quel tempo, a volte mentre ero solo, meditavo sulla bontà dell'uomo, che nonostante ci fossero degli uomini meno buoni o addirittura cattivi, c'erano anche dei buoni, che consolazione!
Invece una cosa che mi rattristava molto era la morte che emergeva quando intorno a me o un parente o un conoscente moriva, e l'unica cosa che potevo mettere al di là di questa parola era solo un gran punto di domanda.

Nel 1989 d'inverno mentre stavo lavorando fuori di una casa, bestemmiavo collericamente ad alta voce il nome di Dio. Dopo circa mezz'ora una ragazza scesa dalla casa accanto mi ha portato degli opuscoli cristiani, dicendomi che Gesù mi amava ed era morto sulla croce anche per me, a quelle parole mi caddero le armi della collera e la ringraziai.
fghiAh! Una cosa che non ho detto prima, è che nel frattempo ero fidanzato con una ragazza, che ho conosciuto nel 1986 una domenica pomeriggio di marzo, mentre ero in compagnia di un'altra ragazza che ci stavo insieme, ma ci siamo guardati negli occhi, e da lì è partita la nostra avventura amorosa, e a parte qualche litigata stavamo bene insieme. Nel 1990 per motivi di lavoro conobbi un Testimone di Geova che mi diede un piccolo libro che annunciava grandi catastrofi e mi disse che era stato tratto dalla Bibbia dai discorsi di Gesù. Il nome di Gesù era un nome che mi era sempre stato simpatico ed era l'unico nome del mondo religioso che mi andava a genio, anche se non avevo mai ascoltato con particolare interesse ciò che lui aveva lasciato detto. Con grande curiosità la sera, prima di dormire, mi leggevo questo libricino apocalittico andandomi a cercare i versetti in una Bibbia di Gerusalemme che aveva mia mamma. Lasciando da parte i commenti del libro, che non li ricordo, ero meravigliato dal fatto che Gesù avesse detto certe cose ed io, fino ad allora, non ne sapevo più che del suo nome.

Sempre nel 1990 il babbo del mio socio di lavoro mi disse che tramite la parola di Dio aveva conosciuto Gesù, il Dio vivente che annuncia la bibbia, e lo vidi trasformato in meglio in tutti gli aspetti della sua vita, in quanto, a motivo del lavoro che condividevo con il figlio, ero molto a contatto con lui. Durante le feste natalizie del dicembre del medesimo anno, una sera, mentre insieme alla mia ex-fidanzata e mio babbo guardavo il film Ben-Hur, ricordo che dentro di me cadde una profonda commozione, mentre vidi la scena della crocifissione di Gesù, cosa che non mi era mai successa prima, al quanto che dai miei occhi sgorgavano delle lacrime trattenute con tutte le forze mentre nel mio interiore piangevo sinceramente. Fu verso la seconda metà del 1991 che il babbo della mia ex ragazza, capitano della marina peschereccia di Rimini, iniziò ad avere dei piccoli disturbi polmonari, fino ad arrivare a 17 dicembre 1991 che fu aperto e chiuso chirurgicamente senza possibilità di intervento, in quanto i medici si trovarono di fronte ad un tumore che non si poteva operare, e ci dissero che non avrebbe vissuto più di tre mesi. La notte del 18 dicembre contro il 19 dicembre, mentre lo assistevo a motivo dei forti dolori che gli dava la ferita e il male che era ancora dentro; mi rivolsi a Dio nel mio interiore chiedendo aiuto per lui e per me. La richiesta di aiuto durò diverse ore visto che non sapevo a chi aggrapparmi, e visto che dovevo stare sveglio fino al mattino, mi sentii sollevato nella situazione.

Di li a due mesi decisi una sera di andare nel luogo dove si radunavano questi cristiani evangelici (che mi parlò il padre del mio socio di lavoro), e mi sedetti alla prima fila davanti, era una sera di preghiera, ascoltai i canti, la lettura e la meditazione di un passo biblico e le preghiere innalzate spontaneamente ad alta voce, e pregarono anche per me. Uscii da quel locale consolato, il tutto era stato per me un tocco di dolcezza per la mia anima. Cominciai da quella sera a frequentare la chiesa, andando una o due volte la settimana godendo delle benedizioni di Dio che riversava su di me, in quanto andavo alle riunioni con grande interesse di ascoltare. Ero arrivato al compromesso con la fidanzata, che io al sabato sera andavo alle evangelizzazioni pubbliche della chiesa e lei in discoteca. Quando ci vedevamo era solito che la andavo a prendere io a casa sua e tutte le volte gli raccontavo delle consolazioni che Dio mi dava nel mio interiore e che stavo bene in mezzo a quelle persone che si salutavano con la "pace". In casa sua avevo cambiato nome perché suo babbo alla moglie e figlia chiedeva: "Stasera viene Mosè?" (in quanto ancora non era morto, perché i 3 mesi dei medici furono 3 anni precisi).

L'unica domanda che esisteva nel mio interiore da qualche tempo, quando il Signore si stava facendo conoscere nella mia vita, era: "E' possibile che Dio cammini a Rimini in mezzo a questi 4 gatti e il restante della popolazione non ne sa niente di questa cosa?" Il 25 aprile 1992 andai al raduno fraterno (solo al mattino) tenutosi al "Palazzetto dello Sport" di Rimini, cantando a mano alzata al Signore "Scenda or su me la Pentecoste". A luglio, ero nella tromba delle scale dei condominio dove abitava la mia ex ragazza e piangevo seduto sopra uno scalino, mi aveva lasciato e cacciato fuori di casa sua. A fine luglio il Signore ha scritto un nome in più nel libro della vita, perché ho invocato il suo nome per la salvezza, avendo sperimentato qualche giorno prima "la pace di Dio che sopravanza ogni intelligenza". Ringrazio Dio che dopo la salvezza ha "sopraggiunto" ogni bene nella mia vita secondo il suo proponimento, e che "la sorte è caduta in luoghi dilettevoli" non che la via rimane "stretta ed angusta".

Stefano

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