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Mi lascia convincere

Mi chiamo Adele Intrusi, ma tutti mi conoscono col cognome di mio marito cioè Faedi. Sono nata il 18 ottobre del 1933 a Gambettola. La mia infanzia è stata molto travagliata come anche per mio marito Enzo che proveniva da una famiglia divisa e fu mandato in collegio.

Nel 1954 ci sposammo e nel 55 nacque la nostra prima figlia Rita. Enzo faceva il muratore e io lavoravo in casa con una macchina per tessere la tela. Ero malata in quel tempo, colpita da una malattia del sangue, chiamata l'eritema nodoso, che deformava le gambe e venivano grossi noduli e gonfiori.

Un giorno nell'aprile del 56 bussò alla porta un signore che disse di chiamarsi Milani Guido, era un ferroviere in trasferta a Gambettola e cercava una stanza per dormire. Gli dissi immediatamente che stanze non ne avevo, anzi nell'unica stanza libera c'era il mio telaio e avevo solo voglia di stare in pace. Comunque dato che la casa apparteneva a mio zio, gli dissi di andare a chiederlo a lui. C'era un piano del Signore in tutto questo, infatti mio zio acconsentì di affittare una stanza a quell'uomo e così dovetti portare il telaio in cantina per ospitarlo.

Nei giorni che seguirono questa persona, che poi si dichiarò un credente, testimoniava spesso della fede nel Signore Gesù e dell'amore di Dio e mi diceva che se credevo fermamente il Signore mi poteva guarire. Mio marito era scettico, ma mi lasciai convincere e decisi di non prendere più le medicine, nonostante il parere contrario dello stesso fratello Milani. Credetti con tutto il cuore e la malattia sparì.

Successivamente il fratello Milani mi invitò a visitare la missione evangelica di Bologna. Questa piccola missione era nata attraverso la testimonianza del fratello Gandolfo Michele di origine calabrese emigrato negli Stati Uniti, inviato in Italia successivamente come missionario insieme a sua moglie.

Enzo mi permetteva di andare ai culti, perché se pur scettico, aveva visto la guarigione, e così una volta al mese la domenica pomeriggio partivo col treno accompagnato dal fratello Milani. In quel periodo nacque una grande opposizione, soprattutto da parte di mio padre, ma io non mi lasciai intimorire ed andai avanti e nel 1959 fui battezzata nella vasca del piccolo locale di culto. Il Signore convertì anche mio marito e avvenne in questo modo: nel 1960 nacque la mia seconda figlia, Marinella, a seguito del parto mi rimase una forte emorragia inarrestabile che mi aveva portato in breve tempo ad uno stato debilitante. Anche la piccola Marinella si ammalò di una grave bronchite e dovette essere ricoverata in ospedale. Ogni giorno mi aggravavo sempre più e secondo il parere dei medici non c'erano speranze, stavo morendo. Un giorno ero stremata, coricata nel mio letto d'ospedale, la porta era semichiusa e vedevo il professore dietro che parlava con mio marito, appoggiando una mano sulla spalla gli diceva: "Non durerà molto, portatela a casa". Io chiamai mio marito e gli dissi: "Enzo tu ti devi ravvedere, io sto morendo, prendi il mio posto cresci tu le bambine, accetta il Signore". Mio marito mi rispose: "No, tu non puoi morire io ho bisogno di te". Poi si inginocchiò ai piedi del letto e si mise a pregare per la prima volta chiedendo al Signore di farmi vivere.

Pochi giorni dopo tornai a casa e tornò a casa anche la piccola Marinella. Veniva spesso a pregare a casa nostra il fratello Milani e la mia salute tornava a poco a poco a ristabilirsi e un giorno nel settembre del 1960 mentre eravamo in preghiera, il Signore mi battezzò con lo Spirito Santo e cominciai a parlare in lingue. Io non sapevo cosa fosse lo appresi poi, ma fu un'esperienza potente e gloriosa.

In seguito anche mio marito accettò di venire ai culti a Bologna e così ogni seconda domenica del mese partivamo di mattina con le bambine alla volta di Bologna e rimanevamo coi fratelli tutto il giorno e tornavamo la sera. Iniziò così un periodo felice e armonioso . Nell'estate del 62 anche mio marito Enzo scendeva nelle acque battesimali. Fu battezzato nel fiume Reno dal fratello Silvano Arcangeli che aveva sostituito il fratello Gandolfo nella cura della piccola comunità bolognese.

Nel paese intanto iniziò una forte persecuzione, ci avevano isolati tutti, il prete nelle sue omelie parlava male della nostra famiglia definendoci "protestanti scomunicati", anche mia figlia Rita era trattata male a scuola dalla maestra e dalle compagne. Andammo avanti così per alcuni anni, poi un giorno nella primavera del 65 bussarono alla porta e si presentò un signore alto, dichiarò di essere un fratello e di avere avuto l'indirizzo dal fratello Arcangeli di Bologna. Era il fratello Lino Mazzi, era allora sottufficiale dell'Aeronautica ed era stato trasferito da poco a Rimini dalla città di Brescia. Facemmo una felice conoscenza e decidemmo di incontrarci presto.

Così cominciammo a vederci a casa nostra ,il fratello Mazzi veniva spesso e portava con se la moglie Graziella e il piccolo Luca. Incoraggiati anche dal fratello Arcangeli iniziammo a fare i culti ogni domenica, poi ogni seconda domenica del mese ci recavamo tutti a Bologna. Nasceva così la prima testimonianza evangelica in Romagna, la nostra famiglia e la famiglia Mazzi. Oggi dopo oltre 40 anni, è una delizia vedere ed ammirare l'opera di Dio come si è sviluppata, e posso dire che nonostante tutte le difficoltà che ho dovuto attraversare e la morte prematura di mio marito Enzo nel 1977 è con forza che posso affermare : "SIGNORE SONO TUA, SOLO TU HAI POTUTO FARE COSE COSI MERAVIGLIOSE".

Adele

Commenti

LAURA (non verificato)
Sab, 10/09/2010 - 10:31
GLORIA  a DIO!!!E' UNA GIOIA SAPERE COME IL SIGNORE OPERA IN MODO MERAVIGLIOSO E FA PROSPERARE OGNI FAMIGLIA E MISSIONE AFFINCHE' LA SUA PAROLA SIA PROCLAMATA SU TUTTA LA TERRA.DIO CI BENEDICA.
angelo.iaconelli (non verificato)
Gio, 03/10/2011 - 18:40
Ogni qual volta si legge una testimonianza, la fede del credente si rafforza, e viene in mente quel cantico che dice quello che a fatto per altri a fatto anche con me, alleluia
rovena (non verificato)
Gio, 04/28/2011 - 16:13
meravigliosa la opera di dio,il SIGNIORE guarisce e opera in maniera splendide.
gabriella (non verificato)
Dom, 02/12/2012 - 15:41
mi ha letteralmente coivolto'ho letto tutto d'un fiato e poi ancora l'ho riletto 10 volte.
antonella (non verificato)
Mer, 12/10/2008 - 16:05
Il nostro Signore è grande e va sempre al di là delle nostre aspettative.A Lui sia la gloria!

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