Giovani Forti

allenamento muscoli

La forza è certamente una caratteristica dell'età giovanile. L'uomo, proprio nella giovinezza è nel pieno del suo vigore fisico e intellettuale. Un atleta, raggiunge i massimi risultati esattamente in quest'età, perché vi sono cose che si fanno da giovane o non si fanno più. Alcuni credenti, si rammaricano di non aver conosciuto il Signore nella loro giovinezza, sono consapevoli che avrebbero servito Dio molto meglio. Il potenziale dei giovani credenti, infatti, sta nella possibilità di unire alla forza spirituale, che Dio dona ad ogni credente, anche il vigore giovanile. Il cristiano, quindi, nella sua giovane età può mettere a disposizione la propria energia, l'entusiasmo, la freschezza, la fantasia e la sua libertà, al servizio del Signore e della Chiesa. La forza, inoltre, può essere sviluppata e mantenuta a lungo, se esercitata e curata. L'atleta, attraverso i giusti esercizi, l'impegno costante e l'equilibrio, migliora le sue prestazioni fisiche per raggiungere traguardi che non potrebbe mai raggiungere con la sola forza innata. Concetti che il Nuovo Testamento applica anche alla vita spirituale ...Parimente se uno lotta come atleta non è coronato, se non ha lottato secondo le leggi. (2 Tim 2:5; cfr 1 Cor 9:25). Sansone è l'esempio della potenza soprannaturale che agisce per opera dello Spirito Santo (Giudici 14:6; Giudici 14:19; Giudici 15:14). Tramite questa figura vedremo come il giovane credente può, esprimere al meglio la forza spirituale e cosa deve fare per svilupparla e mantenerla il più a lungo possibile. In Sansone vediamo:
LA FORZA DONATA
La forza spirituale è un dono di Dio come quella giovanile è un regalo della natura. Essa è legata alla: a. Promessa. Dio garantisce a Sansone la Sua presenza e la Sua benedizione sin dal suo concepimento (Giud 13:5;Giud 13:24;Giud 13:25). Gesù ha fatto lo stesso per noi, ci ha promesso la Sua presenza costante e la potenza dello Spirito Santo (Matt 28:20; Atti 1:8) b. Scelta di fede. La fede dei genitori di Sansone, nella promessa di Dio, portò al concepimento di Sansone e per la stessa fede lo educarono come nazireo (Giud. 13:21-23). Sansone, crescendo, a sua volta dovette fare la sua scelta di fede e ciò gli fece sperimentare la forza di Dio (Giud14:6). Nello stesso modo, la forza dello Spirito Santo la sperimentano coloro che fanno una scelta personale: ...ravvedetevi, e CIASCUNO di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, per la remission de' vostri peccati, e voi riceverete il dono dello Spirito Santo (Atti 2:38) c. Consacrazione. Sansone fu consacrato a Dio sin dal seno materno. Nazireo, infatti, significa separato, consacrato. Egli confessò che la sua forza era il risultato della sua consacrazione (Giud 16:17). Consacrarsi significa appartarsi per svolgere un servizio sacro che per il credente è fare la volontà di Dio (1 Pie 4:1-2). Il servizio spirituale svolto con zelo, costanza e avvedutezza è un esercizio che sviluppa la nostra forza spirituale (Rom 12:11; 1 Tim 4:11-15; 2 Pie 1:8). Sansone perse la sua quando abbandonò la propria consacrazione. d. Ubbidienza alla Parola di Dio.

I genitori di Sansone dovettero attenersi alle regole date da Dio, affinché si adempisse la promessa, che poi erano le stesse regole della Legge (Giud 13:11- 14; Num 6:2-12). Sansone, anche, dovette applicarle e finché lo fece sperimentò una forza soprannaturale. La potenza dello Spirito Santo è strettamente legata all'ubbidienza: e noi siam testimoni di queste cose; e anche lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono (Atti 5:32). Il giovane credente, che mette in pratica la Parola di Dio, riceve forza spirituale per fronteggiare e vincere il peccato, il diavolo ed il mondo (Sal 119:11; 1 Gio 2:14) e. Esercizio della fede. Sansone realizzò quella forza straordinaria quando esercitò la fede. Lo fece quando uccise il leone, quando uccise mille filistei con una mascella d'asino, lo fece quando chiese a Dio l'acqua perché stava morendo di sete, ed in altre occasioni ancora fu sempre la fede che gli fece sperimentare la potenza dello Spirito dell'Eterno. Cari giovani è la fede che ci fa realizzare la forza spirituale (Ebr 11:32-33)
LA FORZA PERDUTA
Abbiamo affermato che la forza che Dio dona se non è sviluppata e curata nel tempo si perde, Sansone la perse per la sua disavvedutezza. Egli fu superficiale e leggero in diverse occasioni e in diversi modi che, purtroppo, possono riguardare anche un giovane credente. a. Faceva quello che gli piaceva. (Giud 14:1-3). In Sansone sono forti quelli che l'apostolo Paolo chiama "appetiti giovanili". Per quanto sia potente nel contrastare i suoi nemici, tanto è debole per opporsi alla forza dei suoi desideri (Giud 16:1; Giud 16:4; Giud 16:15-17). Nei giovani, il forte desiderio di conoscere e di provare, provoca si grande entusiasmo e intraprendenza ma anche forti passioni e concupiscenze (Eccl 12:1). Un giovane superficiale è colui che si abbandona a questi "appetiti", senza valutare attentamente ciò che buono da ciò che non lo è. Cari giovani, non tutto quello che a noi piace è buono e ci fa del bene. Ricordiamoci del principio biblico: ogni cosa è lecita ma non ogni cosa è utile; ogni cosa è lecita ma non ogni cosa edifica. (1 Cor 6:12; 10:23). Vi sono cose che non possono piacere, come la disciplina, ma che sono molto utili per la nostra vita spirituale (Ebr 12:11). Andare dietro alle passioni alla fine ci fa perdere la forza e saremo sconfitti (2 Pie 2:20), perciò: fuggi gli appetiti giovanili (2 Tim 2:22) b. Non ascoltava i consigli. (Giud 14:3). Egli manifesta quella che è una caratteristica negativa della giovinezza "la presunzione". I giovani, man mano che crescono e fanno esperienze credono di sapere già tutto, se poi ci mettiamo l'orgoglio umano ecco spiegato il motivo perché i giovani a fatica accettano i consigli degli anziani. Un esempio biblico è il giovane re Roboamo (1 Re 12:6-8).

Un giovane saggio e forte è colui che umilmente riconosce che, se egli ha dalla sua parte, la forza, l'entusiasmo, e la fantasia, negli anziani può trovare, conoscenza, esperienza, prudenza, pazienza ed equilibrio, cose di cui al momento manca ma che sono indispensabili per continuare a crescere bene. Dietro un giovane atleta c'è sempre un allenatore anziano. Il giovane Timoteo aveva bisogno dell'anziano Paolo (2 Tim 3:10-14) c. Faceva scelte sbagliate, soprattutto in campo sentimentale. Le sue passioni e la sua presunzione, purtroppo lo guideranno a scegliere cose non buone. S'innamorerà di donne pagane che lo porteranno a frequentare ambienti che gli causeranno dei problemi molti seri (Giud 14:10-15; Giud 16:4-5). In genere il fidanzamento e poi il matrimonio riguardano l'età della giovinezza ed in tal senso la Parola di Dio ci avvisa a fare le giuste scelte: ...non vi mettete con gl'infedeli sotto un giogo che non è per voi... (2 Cor 6:14). Oggi, una famiglia sana è quella che applica le regole della Bibbia, ma per applicarle bisogna essere dei credenti (Efes 5:22-28). Un credente quando per sua scelta si mischia con un ambiente che non è cristiano ne viene in qualche modo influenzato (1 Cor 15:33), vedi Lot. Vi sono credenti che per aver fatto delle scelte sbagliate, soprattutto in campo sentimentale alla fine hanno perso la loro forza spirituale. Come giovani credenti non facciamoci prendere dalla frenesia di Sansone ma ascoltiamo l'esortazione del nostro maestro: ...cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte (Matteo 6:33) d. Contaminò la sua consacrazione . Lo troviamo in posti ed in situazioni non appropriati per un uomo consacrato. (Giud 16:1; Giud 16:19). La legge, inoltre, affermava che un nazireo non doveva contaminarsi toccando un cadavere (Num 6:6-8), cosa che invece lui fece quando toccò quello del leone che aveva ucciso con le mani nude (Giud 14:8-9) In realtà quello che produsse la sua contaminazione fu la vanità, ed il piacere dei sensi, perché prima, uscì di strada per vedere i risultati della sua impresa, poi assaggiò del miele preso dalla carcassa del leone. Il mondo è fatto in modo tale da offrire, attraverso luoghi, situazioni, usi e costumi, opportunità che solleticano la nostra vanità e accendono i nostri sensi. Evitare questi luoghi e queste occasioni significa comportarsi da saggi, significa salvaguardare la propria forza spirituale. Giovani, che per la loro superficialità e presunzione non hanno evitato luoghi e situazioni sbagliati hanno fatto delle brutte esperienze, vedi Dina (Gen 34:1-2). Occorre seguire, invece l'esempio di Giuseppe (Gen 39:12). Ricordiamoci che come giovani credenti siamo dei "nazirei", consacrati a Dio, facciamo dunque attenzione a non contaminare la nostra consacrazione perché da essa dipende la nostra forza. e. Sottovalutò i suoi legami. Sansone scherzava un pò troppo con i legami, pensava di essere troppo forte per esserne legato (Giud 15:12-13; Giud 16:5-12). I suoi nemici però tanto fecero fino a quando trovarono i legami giusti. Le concupiscenze furono i suoi legami, ciò è evidente dal fatto che malgrado fossero chiare le intenzioni di Delila, egli non riusci a staccarsi da lei. La forza può non bastare se si è ben legati. Giocare con i legami spirituali può farci perdere le forze spirituali, in quanto il nemico primo o poi troverà il legame giusto. Solo un credente libero è in grado di esprimere la forza di Dio (Giov 8:36; Gal 5:1). Se ci accorgiamo che nella nostra vita c'è un legame spirtuale, causato da un peccato, da una debolezza, o da un risentimento, chiediamo liberazione al Signore, prima che perdiamo le nostre forze: ...deposto ogni peso e il peccato che così facilmente ci avvolge, corriamo con perseveranza l'arringo che ci sta dinanzi, riguardando a Gesù, (Ebr 12:1)

LA FORZA RITROVATA
Grazie a Dio la storia di Sansone, da un punto di vista spirituale ha un lieto fine, non a caso egli sarà ricordato come uno degli eroi della fede (Ebr 11:32). E' la storia di un uomo che alla fine ritrovò la sua forza, perchè: a. Si ravvide. Umiliato e cieco riconobbe il suo errore e Dio gli dette forza, un'ultima volta, per vendicarsi dei suoi nemici (Giud 16:28). Senza ravvedimento non ci può essere ristabilimento: Chi copre le sue trasgressioni non prospererà, ma chi le confessa e le abbandona otterrà misericordia. (Prov 28:13). L'apostolo Pietro n'è un esempio. b.Ritrovò la sua consacrazione (Giud 16:22). La Bibbia nel sottolineare la crescita della sua capigliatura ci dice che Sansone aveva ritrovato la sua consacrazione. Benché cieco e schiavo aveva deciso di consacrare, nuovamente la sua vita a Dio. Si era riappropriato del suo nazireato. Pietro dopo il pentimento per il suo rinnegamento, dovette decidere nuovamente di servire il Maestro. Ricordiamoci che la forza spirituale è legata alla nostra consacrazione, persa questa perdiamo anche la nostra forza, per ritrovarla occorre che dopo il ravvedimento ci riconsacriamo c. Ritrovò la fede. Ancora una volta fu un atto di fede che gli fece esprimere quella forza straordinaria. Se ci siamo ravveduti, se ci siamo riconsacrati chiediamo aiuto al Signore che ci aiuti a realizzare una vera fede, perché è essa che smuove le montagne e ci permettere di compiere ciò che è impossibile per le nostre forze umane (Marco 11:23; Marco 9:23)
CONCLUSIONE
L'affermazione dell'apostolo: giovani siete forti esprime pienamente il vigore giovanile, soprattutto il vigore spirituale. La forza di cui si parla, infatti, è di natura diversa da quella naturale. Essa è legata alla condizione la parola di Dio dimora in voi. Consapevole del dono, il giovane credente presterà attenzione alla propria vita spirituale per sviluppare la forza che Dio gli ha dato, ubbidendo alla Parola di Dio, servendo il Signore ed evitando tutte quelle situazioni, che potrebbero indebolirlo spiritualmente. La volontà di Dio è che noi manteniamo la forza spirituale fino alla fine. Dio ci aiuti ad essere come Mosè e Caleb, uno aveva centoventi anni, l'altro ottantacinque ma di loro la Bibbia afferma che le forze ed il vigore erano le stesse di quando erano giovani (Deut 34:7; Gios 14:7; Gios 14:10-11).