Copertina

 

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La mia storia è iniziata tanti anni fa in un reparto di ospedale chiamato Puericultura. La mia data di nascita fu anticipata dai medici di due mesi ed una settimana. A mio padre fu imposto di accelerare le pratiche di iscrizione all’Anagrafe perché sarei potuto morire da un momento all’altro. Secondo i medici avevo l’uno per cento di possibilità di sopravvivere. Nel caso avessi superato la fase critica neo-natale la mia vita sarebbe stata breve e complicata. Avevo gravi problemi respiratori e neurologici. I miei genitori fecero l’unica cosa possibile in quelle circostanze: pregarono l’Unico e Vero Dio al Quale avevano affidato la loro vita. Lui rispose. Il mio respiro non si fermò. I miei problemi respiratori e neurologici si risolsero. La mia vita proseguì. Iniziai a sentir parlare dell’Unico e Vero Dio che mi aveva permesso di sopravvivere dai racconti dei miei genitori e dalla lettura quotidiana della Bibbia. La mia famiglia percorreva dai 100 ai 180 chilometri tra andata e ritorno per partecipare alle riunioni dove potevo ascoltare altre persone che mi parlavano di come l’Unico e Vero Dio aveva cambiato e trasformato le loro vite. Non ho mai messo in dubbio la Sua esistenza. Ero circondato da persone e da fatti che mi dimostravano l’esatto contrario. Ma avevo un problema. Secondo me Dio non aveva ragione proprio su tutto. In particolare non riuscivo ad accettare il Suo concetto di giustizia. E’ scritto nella Lettera di Giacomo che “chiunque osserva infatti tutta la Legge, ma la trasgredisce in un punto solo si rende colpevole su tutti i punti”. Io provavo un dolore ed una rabbia che facevo fatica a contenere. Ero felice che Dio mi avesse guarito, ma ero infuriato con Lui perché non sopportavo che mi considerasse come un ladro o un omicida. Per diversi anni ho litigato con Lui nel segreto del mio cuore. Ogni volta che leggevo la Bibbia era un tormento. Dio mi parlava continuamente. Voleva fare la pace con me. Io no, purtroppo!

Nel 1983 un mio cugino di appena 13 anni e mezzo a cui volevo bene come a un fratello morì improvvisamente in un incidente stradale. Qualche giorno dopo venni a sapere dai miei genitori che due o tre mesi prima di morire aveva chiesto di essere battezzato per testimoniare pubblicamente della Sua fede in Gesù. Io non credevo alle mie orecchie. Mio cugino era un ragazzo ubbidiente ai suoi genitori; andava molto bene a scuola; era un amico leale e sincero. L’unico difetto che gli trovavo è che parlava troppo della sua squadra preferita. Quale peccato poteva aver mai commesso? Mentre pensavo queste cose mi vennero in mente alcune parole che gli avevo sentito pronunciare qualche settimana prima. “Non bisogna aspettare di aver ucciso o derubato qualcuno per chiedere perdono a Dio”. Tutto questo mi segnò profondamente ma decisi di rimanere così com’ero.

Dopo due anni lessi nel libro di Giobbe queste parole: “Dio è più grande dell’uomo. Perché contendi con Lui?” Ecco il punto. Perché continuare a litigare? Dio non avrebbe mai cambiato idea. Avevo tre possibili scelte:

a) ​arrendermi e chiederGli perdono

b) ​continuare a credere nella Sua esistenza ma rimanendo in disaccordo con Lui per l’eternità!

c)​ cercare di far finta di niente e vivere la mia vita senza pensare più a quell’Unico e Vero Dio che mi aveva fatto sopravvivere.

E alla fine ho deciso. Mi sono arreso! Da quando ho deciso di andare d’accordo con Dio ho sperimentato che cos’è la vera pace. Affidare a Lui la mia vita è stata la decisione più intelligente della mia vita passata, presente e futura.

Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed Io vi darò riposo!

(Vangelo scritto da Matteo – capitolo 11 – versetto 28)

Fabio Russo
2020