Raduno giovanile a Perugia

“Combattere strenuamente per la fede”.

Questo l’argomento affrontato durante l’Incontro Giovani Umbria e Marche a cui i giovani di Rimini hanno avuto occasione di partecipare sabato 23 Novembre, tenuto presso la chiesa di Perugia.

Sia lo studio che il culto hanno avuto come relatore il fratello Felice Leveque, pastore della chiesa di Grosseto.

Partendo dall’esortazione di Giuda 1:3, lo studio è stato sviluppato in tre punti:

1. Giuda si rivolge ai carissimi nella fede.  Il fratello ha evidenziato come, nonostante la chiesa si trova in un momento difficile a causa delle false dottrine insegnate da alcuni all’interno di essa, l’amore di Giuda per i fedeli lo porta ad esortarli. Inoltre ricorda  loro l’importanza della salvezza che li accomuna, i principi su cui la chiesa è fondata e il vero significato di fede, intesa come “l’insieme dottrinale connesso alla pratica” (Giacomo 1:22).

2. Avvertimenti vari. “Combattere strenuamente per la fede” prevede che essa non venga ritoccata e che non ci siano modifiche o correzioni alla Parola di Dio (Galati 1:6-9; 1 Timoteo 6:20), facendo attenzione all’importanza che diamo all’apparenza, con il rischio che offuschi la realtà interiore.

3. Combattere strenuamente per la fede. L’attenzione è stata infine posta sull’importanza della lotta. I tempi difficili in cui ci troviamo oggi rendono ancora più importante combattere strenuamente , lottare insieme ed essere disposti anche a soffrire per amore dell’Evangelo. Indispensabili per un giusto combattimento sono la continua ricerca della guida dello Spirito Santo e della sua pienezza, in modo da ottenere la vittoria. Cristo e la sua Chiesa hanno bisogno di servitori zelanti e determinati, pronti a denunciare quanti vogliono danneggiare la diffusione della testimonianza autentica e potente del Vangelo.

Il fratello Leveque ha concluso questo primo intervento sottolineando quanto la testimonianza che ci è stata trasmessa dai santi sia fondamentale per l’avanzamento del Regno di Dio e quanto importanti siano quanti si sono prodigati all’istruzione e al mantenimento della sana dottrina biblica.

Gruppo giovani

Proprio l’importanza dell’impegno nell’opera di Dio è stato oggetto della breve meditazione che è stata fatta durante il culto. In Abacuc (sono stati presi in esame i versetti 1,2 e 18 del capitolo 3) il popolo di Dio si trova al tempo delle lamentazioni e il profeta si rivolge a un esiguo numero di persone rimaste fedeli a Dio. Vediamo come Abacuc si prostra alla presenza di Dio e chiede prosperità per l’opera sua. Il fratello ha riflettuto sull’importanza di un’opera viva che deve rimanere tale nel corso degli anni.

Il pastore ha inoltre fatto un’esortazione ai giovani invitandoli a smetterla di cercare solo un risveglio passivo da Dio, ma di alzarsi ed iniziare a lavorare con amore per la sua opera (“Signore sono vivo e vivace”).

Dio ci ha elargito di numerose benedizioni parlando in modo molto diretto a ogni cuore ed esortandoci ad alzarci e ad essere “quelle bocche che pregano, quelle mani che donano e quei piedi che vanno” per l’avanzamento del suo regno fino al giorno che ci verrà a prendere. Voglia lo stesso sentimento che mosse Giuda ad esortare e Abacuc ad intercedere, animare anche ognuno di noi.

Dio ci continui a benedire.