Copertina

 

Con l’espressione “cristianesimo istantaneo” si intende il concetto che l’uomo, con un solo atto di fede, può ottenere la certezza della vita eterna senza poi preoccuparsi ulteriormente della propria condizione spirituale.
Certamente la conversione a Cristo, nella maggior parte dei casi, è immediata: dove il peso del peccato era pesante, il senso del perdono è chiaro e gioioso. Tutti i desideri e le ambizioni cambiano, vengono rivisti sotto la nuova luce del Vangelo e sono orientati verso il cielo. L’uomo che ha sperimentato la “nuova nascita” ha la certezza della vita eterna, non perché qualcuno l’ha convinto ma perché ha sperimentato personalmente la Grazia di Dio (per approfondimenti leggi l’articolo “cosa significa accettare Gesù” [/cosasignificaaccettareGesù]).
La cristianità istantanea ritiene che questa esperienza di rigenerazione sia la conclusione di un percorso di ricerca spirituale e porta il credente a non aspettarsi più nulla da Dio, in quanto tutto quello che serve per l’eternità è già stato ottenuto.

In realtà questo pensiero altro non è che una triste illusione e chi ci fonda sopra la propria sicurezza per l’eternità si ritroverà davanti ad una dolorosissima delusione.
Infatti, in Ebrei 12:14 troviamo scritto: “impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore”. In queste parole, come in tanti altri versi del Nuovo Testamento, viene chiesto un impegno al figlio di Dio: una responsabilità di ricerca della santificazione seria e costante, necessaria per poter entrare nel Regno dei Cieli. La santificazione può essere definita come la separazione da tutto ciò che è peccaminoso, cioè contrario alla volontà del Signore; Dio è santo, ed anche i suoi figli devono esserlo, ma è davvero possibile essere santi su questa terra?
In Colossesi 1:22-23 leggiamo che “Dio vi ha riconciliati (ai credenti) nel corpo della carne di lui, per mezzo della sua morte (Gesù), per farvi comparire davanti a sé santi, senza difetto e irreprensibili, se appunto perseverate nella fede, fondati e saldi e senza lasciarvi smuovere dalla speranza del vangelo che avete ascoltato”.
Chi ha ricevuto Gesù nella propria vita è già perfettamente santo agli occhi di Dio, a condizione però che perseveri nella fede e nella ricerca di un rapporto sempre più intimo e personale con il proprio Signore.

Tutto questo non significa aspettarsi (o addirittura pretendere) la perfezione da chi si professa cristiano. Sicuramente il cambiamento iniziale è evidente, ma il frutto della santificazione si dovrà raccogliere nel tempo: dove regnava la collera, ora abita la calma, dove albergava il risentimento, ora risiede il perdono e la misericordia prende il posto della vendetta. A poco a poco nella vita del cristiano si sviluppano tutte le caratteristiche di Gesù. Non si tratta di una strada facile, anzi, Gesù la definisce una “via angusta”, dove sarà necessario fare delle rinunce e dei sacrifici in termini di tempo, di risorse, di affetti cari e di amore di sé. Dio però sarà sempre vicino al credente che si impegna in questa ricerca, le attrazioni della mondanità saranno sempre più lontane e la vittoria sul peccato sempre più schiacciante! E quando il percorso sarà concluso, per chi avrà conservato questa fede non solo istantanea, ma anche duratura, sarà Dio stesso ad aggiungere quello che ancora manca alla perfezione, quando lo accoglierà nella Gloria Eterna.