Novafeltria 2019

Sabato 14 settembre a Novafeltria si è tenuto il nostro ultimissimo incontro estivo di evangelizzazione. Fra turisti e passanti in Piazza Vittorio Emanuele, abbiamo notato inaspettata curiosità ed interesse. Per noi è sempre una grande gioia vedere Dio in azione nei cuori delle persone!

Dalla predicazione della Parola di Dio, la Bibbia, abbiamo tratto spunto per alcune importanti riflessioni. 

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La parabola del grande debito

Un giorno Gesù rivolge ai suoi discepoli questa parabola per spiegare loro il significato del perdono. Conoscere il valore del perdono è fondamentale per un cristiano, ma per capire qual è il piano di Gesù per te, devi prima capire chi sei tu per Dio.

Il racconto ci presenta un re che decide di recuperare i propri crediti nei confronti dei suoi servi. Viene convocato uno di questi, con un debito di ben 10.000 talenti. Non avendo alcun modo per pagare questo debito di dimensioni eterne, ecco che vengono pignorati tutti i suoi beni: casa, moglie e figli. Travolto dalla disperazione, il servo comincia ad implorare il re di posticipare il saldo, promettendo di pagare tutto con gli interessi. Ma il re aveva già capito: in realtà il servo non sarebbe mai stato in grado di rimediare una somma così grande. Così, con questa consapevolezza, decide di lasciarlo libero, condonandogli il suo debito.

Ovviamente Gesù non stava parlando di un debito finanziario, ma del peccato. E che cos’è il peccato? Significa fallire lo scopo per il quale sei stato creato, non aver compiuto il proprio dovere e quindi significa sbagliare.

Questo racconto ci descrive in modo semplice la condizione di fronte alla quale ogni persona che sia esistita deve fare i conti. Di fronte alla consapevolezza di questo debito, Dio stesso ci presenta la soluzione: credi in Gesù e accetta il suo perdono. Lui non ti forza, ma sta aspettando la tua decisione: non è mai troppo tardi per fare la scelta giusta.

Molti si appoggiano sul fatto che non ci sono prove concrete ed evidenti dell’esistenza di Dio. Osservando la realtà comprendono che forse ci possa essere veramente qualcosa di più, ma è qualcosa di così grande e ignoto da non riguardarli.

Queste ipotesi vogliono giustificare l’incertezza dell’esistenza di Dio ma Gesù è venuto sulla terra affinchè potessimo conoscere Dio, ripristinando la comunione con l’umanità, comunione rotta dal peccato. Conoscere veramente Dio significa credere in Lui, diventando figli di un Padre straordinario, attento e amorevole. Un Padre disposto a sacrificare il proprio unico Figlio per salvarti.

Se già credi, invece, che Dio c’è, devi sapere una cosa: il debito che hai nei Suoi confronti non si può saldare con nulla che sia alla tua portata. Buone opere? Pellegrinaggi? Sacrifici? Soldi? Non ci accreditano nulla, perché non sono la moneta giusta. 

Seguire i comandamenti della Bibbia o le leggi promulgate dagli uomini, sarebbe una buona cosa, ma è impossibile non venire mai meno ad esse. Se crediamo che essere buoni sia abbastanza, Dio ci ricorda che uno solo è buono cioè Dio stesso.

Potremmo ritrovarci un giorno a fare tante promesse, ma non riusciremo mai a sanare il nostro debito nei confronti di Dio con le sole nostre forze perchè saremo sempre mancanti di fronte al nostro Creatore.

Predicatore

 

Soluzione: Al posto mio.

“Il sangue di Gesù ci purifica da ogni peccato.” (1 Giovanni 1:7)

Per cancellare il nostro debito dovremmo cancellarne la causa: noi stessi! Qui sta l’amore di Dio: avremmo dovuto rassegnarci, ma Lui non ci ha voluto abbandonare; ha pagato tutto interamente a Sue spese!

In quel giorno, al Golgotha, Gesù portava i miei e i tuoi pesi, portava i nostri peccati, vinceva le nostre paure, le nostre malattie. E adesso Lui è la nostra vita, la nostra salvezza, il nostro perdono. Lui è la nostra guarigione, la nostra pace. Ammettere che in Gesù hai la risoluzione al tuo debito significa quindi ammettere di avere un debito con Dio, cioè di aver peccato. Qui sta la difficoltà. Ma devi sapere che Dio non ti vuole giudicare, ti vuole salvare! Gesù, di fronte alla croce, non si è tirato indietro per te. Tu, al suo posto, cosa avresti fatto?