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Poche cose sono questione “di vita o di morte”, come, ad esempio, avere una bussola mentre si viaggia in mare, o una guida per attraversare il deserto. Ignorare questi aspetti vitali non significa rischiare o provare, ma commettere suicidio. Significa avere ragione o morire.

La relazione con Gesù è una questione “di vita o di morte” su un piano ancora più importante. L'uomo che conosce il Vangelo, comprende che Gesù venne nel mondo per salvare gli uomini, subendo sulla propria vita la condanna dei peccati di ogni individuo, attraverso il sacrificio della croce. Nonostante questo però, molti non entreranno nel suo regno celeste.

Nasce quindi spontanea la domanda: “cosa devo fare per essere salvato?”.
Per rispondere a questo interrogativo descriveremo i due passaggi fondamentali che troviamo scritti nella Bibbia, la Parola di Dio:

  1. Credere in Gesù come personale Salvatore
  2. Accettare Gesù come Signore della propria vita

In Romani 3:23 è scritto che “tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio”. Il verso è categorico: nessun uomo è riuscito a condurre la propria vita in piena obbedienza alla volontà di Dio, così come progressivamente rivelata attraverso la Bibbia. Il peccato è la trasgressione di questa volontà, ed il suo risultato è la morte: la tomba testimonia che la giustizia dell’uomo è insufficiente.
Nel suo infinito amore verso la sua creatura però, Dio ha desiderato ricostruire la relazione con l’uomo peccatore, fornendo una via di salvezza. Oggi questa via di salvezza è una persona, Gesù Cristo, e per l’uomo diventa necessario credere nel suo sacrificio su quella croce.

  1. Credere in Gesù come personale Salvatore

Dai Vangeli comprendiamo la natura di Gesù: era il Figlio di Dio, della stessa natura divina del Padre, ma anche vero uomo, come ciascuno di noi. Lo scopo della sua venuta è descritto in Giovanni 3:16 “Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”.
Mentre era sulla terra, Gesù annunciava agli uomini un messaggio di riconciliazione con Dio, attraverso una vita di ravvedimento dal peccato, ma fu respinto, ed inchiodato ad una croce.
In quel giorno accadde qualcosa di straordinario: la condanna dei peccati dell’intera umanità (passati, presenti e futuri) fu eseguita su di Lui che, dopo ore di agonia, rese lo spirito.

Dopo la sua morte, fu sepolto in una tomba scavata nella roccia, con una grande pietra che ne chiudeva l’apertura. Il terzo giorno dalla sua sepoltura però, Gesù risorse: la pietra venne rotolata via, e la sua tomba vuota testimonia che nella sua vita Egli non commise alcun peccato.
La sua successiva ascensione al cielo conferma che la morte non ha avuto potere su di Lui, e la promessa rimasta ad ogni uomo è scritta in Giovanni 6:40 “Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno”.
Credere in Gesù come personale Salvatore significa confidare nella Sua morte come pagamento per i propri peccati e nella Sua risurrezione come garanzia della vita eterna.

  1. Accettare Gesù come Signore della propria vita

Quando un’anima rivolge una sincera richiesta di perdono a Dio e dichiara Gesù come proprio personale Salvatore, lo Spirito Santo compie un’opera completa di rigenerazione: tutti i pensieri, i sentimenti e i desideri diventano nuovi, orientati verso Dio. È un’opera personale ed interiore, ed i suoi effetti sono evidenti nella vita pratica.
Come dice l’apostolo Paolo in Prima Timoteo 1:13 “prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento; ma misericordia mi è stata usata, perché agivo per ignoranza nella mia incredulità”.
Questo non significa che il credente diventa perfetto, al contrario diventa consapevole delle proprie debolezze e ricerca, giorno dopo giorno, nella più totale libertà, un rapporto intimo e personale con il proprio Salvatore, attraverso la preghiera, la lettura e la pratica di ciò che è scritto nella Parola di Dio.
Accettare Gesù come Signore della propria vita significa comprendere il senso delle seguenti parole: “quale Egli è, tali siamo anche noi in questo mondo” (1 Giovanni 4:17); questo vuol dire accettare i Suoi amici come i propri amici, le Sue vie come le proprie vie, la Sua vita come la propria vita e il Suo futuro come il proprio futuro.

Caro lettore, se ancora non hai fatto questo passo, ti invitiamo a riflettere su quanto sia importante essere trovati sempre pronti di fronte all'eternità. Gesù si vuole rivelare anche nella tua vita, decidi oggi di affidargli l'intera tua esistenza e diventerai un Figlio di Dio. Sarà un cammino tutt’altro che facile, ma in ogni difficoltà potrai sperimentare l’amore di Dio ed alla fine la ricompensa sarà assicurata.

Giovanni 1:12 “a tutti quelli che l’hanno ricevuto, egli (Gesù) ha dato il diritto di diventare figli di Dio”.