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L'inadeguatezza della Cristianità Istantanea

Caffè Instantaneo Solubile

Per cristianesimo istantaneo intendo il tipo che si trova in quasi ogni circolo evangelico e che nasce dalla nozione che possiamo scaricare ogni nostro obbligo verso la nostra anima, con un sol atto di fede, o al massimo due, ed essere poi sollevati da ogni ansietà sulla nostra condizione spirituale. Siamo santi per chiamata, continuano a ripeterei i nostri insegnanti e ci è quindi permesso di presumere da ciò la conclusione che non c'è nessuna ragione per cercare di essere santi di carattere. Una qualità automatica e perenne, ecco cos'è che ci viene presentato ed è completamente fuori tono con la fede del Nuovo Testamento. In questo errore come in molti altri c'è un po' di verità malcompresa. 

E' verissimo che la conversione a Cristo possa essere ed è spesso improvvisa. Dove il peso del peccato era pesante il senso di perdono è solitamente così chiaro e gioioso. La delizia sperimentata nel perdono è uguale al grado di ripugnanza morale sperimentata nel pentimento. Il vero cristiano ha incontrato Dio. Sa che ha la vita eterna e probabilmente sa con precisione dove e quando l’ha ricevuta. Ed altrettanto, coloro che sono stati riempiti con lo Spirito Santo dopo la loro rigenerazione hanno avuto un'esperienza ben definita quando sono stati riempiti. Lo Spirito si annuncia da sé ed il cuore rinnovato non ha difficoltà nell'identificare la Sua presenza mentre gli inonda il cuore. 

Ma il problema è che noi tendiamo a mettere la nostra fiducia nelle nostre esperienze e come conseguenza leggiamo scorrettamente l'intero Nuovo Testamento. Siamo continuamente esortati a prendere decisioni, il risolvere il problema ora, a prenderci cura dell'intero problema in una volta sola, e coloro che ci esortano hanno ragione. Ci sono decisioni che possono e devono essere prese una volta per tutte. Ci sono problemi personali che possono essere risolti istantaneamente da una determinata azione della volontà in risposta ad una fede biblica. Nessuno vuole rinnegare questo; tanto meno io.  

La domanda che ci si presenta davanti è :"Ma quanto si potrà risolvere in quell'unico atto di fede? Quanto ancora resta da risolvere e quanto in là una sola decisione ci potrà portare?" 

La cristianità istantanea tende a rendere l’atto di fede terminale e così indebolisce il desiderio di crescita spirituale. Non capisce la vera natura della vita cristiana, che non è statica, ma dinamica e d'espansione. Trascura il fatto che un nuovo cristiano è un'organismo vivente tanto quanto lo è un neonato e deve avere nutrimento ed esercizio per assicurarsi una crescita normale. Non considera  che l'atto di fede in Cristo forma una relazione personale fra due creature intelligenti, Dio e l'uomo riconciliato, e sicuramente nessun unico incontro tra Dio ed una creatura fatta a Sua immagine sarà mai sufficiente per formare un'amicizia intima tra di loro. 

Cercando d'impacchettare tutta la salvezza in una sola esperienza o due, gli avvocati della cristianità instantanea ignorano la legge dello sviluppo che viene trovata in tutta la creazione. Ignorano gli effetti santificatrici della sofferenza, del portare la croce e dell'obbedienza pratica. Sorpassano il bisogno d'addestramento spirituale; la necessità del formare giuste abitudini religiose ed il bisogno di lottare contro il mondo, il diavolo e la carne. 

Eccessiva preoccupazione con l'iniziale atto di fede ha creato in alcuni una psicologia di contentezza o se non altro di non aspettarsi più niente. A molti ha procurato un'aria di delusione verso la fede cristiana. Dio sembra troppo lontano, il mondo troppo vicino, e la carne troppo potente per resisterla. Altri sono felici di accettare la sicurezza della benedizione istantanea. Li libera dal bisogno di stare all'erta, lottare, vegliare e pregare e li lascia liberi di godersi questo mondo mentre aspettano che venga il prossimo. 

La cristianità istantanea è l'ortodossia del 20° secolo. Mi chiedo se l'uomo che scrisse Fil. 3:7-16 la potrebbe riconoscere come la stessa fede per la quale morì. Ho paura di no.

A.W. Tozer

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