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La vera crisi

Feste Natalizie

Sono finiti ormai da qualche giorno le consuete feste di fine anno che tanto hanno coinvolto i nostri connazionali.
Quanti soldi sono stati spesi?
Quanti regali sono stato acquistati?
Quante cene sono state organizzate nei vari ristoranti e locali?
Quanti cibi leccorniosi sono stati messi sulle tavole?
Quante vacanze fatte in Italia o anche all'estero?
Vediamo qualche dato.
Il quotidiano "Il Messaggero" del 03.01.2009 afferma che gli italiani hanno consumato oltre 100 milioni di chili tra pandori e panettoni, 60 milioni di bottiglie di spumante, 20 mila tonnellate di pasta, 8 milioni di chili di cotechino e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci.
Davvero cifre impressionanti!
Un sito specializzato, tuttavia ha calcolato che il 27% di tutte queste cose sono finite nella spazzatura!
Ma come è possibile?
Non siamo in periodo di crisi economica?
I giornali, le tv, internet, la radio non continuano a ripetere ogni giorno che la nostra nazione sta vivendo un grave periodo di crisi economica? Basti pensare che il 15% delle famiglie italiane non ha di che mangiare a fine mese!
C'è qualcosa che non torna?
Come mai i nostri vicini di casa non si rendono conto di questa situazione e continuano a vivere come se nulla fosse?
A qualcuno potrà sembrare esagerato, ma si tratta di una macchinazione sottile e perversa dell'avversario delle anime nostre. Egli sta convincendo le anime perdute che in realtà tutto va bene e non c'è nulla di cui preoccuparsi: l'unico loro problema deve essere quello di soddisfare i proprio desideri (Efesini 2:2, 3; 2 Pietro 3:3; Galati 5:17).
E noi credenti?
Qual è il nostro atteggiamento?
O meglio, quale dovrebbe il nostro atteggiamento alla luce della Parola?
Prima di tutto, dobbiamo ricordarci che non siamo di questo mondo, ma siamo pellegrini che lo devono attraversare per un breve periodo (Ebrei 11:13). Detto questo capiamo che i costumi e gli usi della terra non ci appartengono! E allora perché sempre più credenti sono alla ricerca dell'abito all'ultima moda, della casa in città e di quella al mare, dell'automobile super accessoriata o della TV abnorme che occupa tre quarti della parete della sala? 

Non ci ha detto il Signore di cercare "le cose di lassù" (Col:3:1)? E allora perché ci affanniamo nelle cose di quaggiù?
Purtroppo ci sono fratelli (e anche sorelle) che lavorano e fanno straordinari, saltando anche i culti, solo per guadagnare sempre di più e quindi poter spendere sempre di più.
?e magari, sempre questi fratelli non offrono neanche il minimo richiesto dal Signore per l'opera Sua!
Che paradosso.
John Wesley ebbe un primo stipendio di 30 sterline: ne spendeva 26 per vivere modestamente e 4 le offriva a Dio. Dopo qualche tempo il suo stipendio salì a 60 sterline: ne usava ancora 26 per vivere, ma le sterline offerte per il Regno di Dio salirono a 34!
Che splendido esempio!
E tu?
Quanto tempo è che non dai la decima?
Quanto tempo è che non fai una bella offerta?
E sì, caro fratello: offerta e decima sono due cose diverse. Anzi, ad essere precisi, noi credenti del Nuovo Testamento non siamo più chiamati a dare la decima: così come la Grazia di Dio è sovrabbondata per noi, così anche la nostra parte donata a Lui dovrebbe sovrabbondare ben al di là della semplice decima!
Ricorda: "Al Signore appartiene la terra e tutto quel che è in essa" (Salmo 24:1).
Torniamo alla crisi di cui avevamo iniziato a parlare.
Personalmente, forse mi sbaglio, credo che la crisi sia dovuta ad un atteggiamento sbagliato di molte persone.
Una volta c'era il ricco e l'operaio; oggi, invece, il ricco c'è ancora, ma l'operaio, anch'esso ancora esistente, non capisce più chi è e crede di essere un ricco possedente. Mi spiego meglio: il lavoratore medio non ha capito di essere tale e sta provando a vivere al di sopra delle proprie possibilità.
Quanti semplici dipendenti si permettono vacanze all'estero, cene ai ristoranti, vestiti di boutique e macchine ammiraglie?
È normale che non si arrivi a fine mese se hai da pagare le rate di cinque finanziamenti contemporaneamente!
Lo stesso pericolo lo viviamo anche noi credenti.
Troppo spesso vi sono fratelli che vivono al di sopra delle proprie possibilità.
Non possiamo guadagnare 10 euro e spenderne 15!

Il Signore ci chiama ad essere buoni amministratori delle cose spirituali, ma anche di quelle materiali (1 Corinzi 4:2).
Il non saper spendere bene i nostri soldi è un campanello di allarme: esso indica sicuramente qualche "malattia" spirituale ben più profonda, che va al più presto presentata a Dio, il quale è l'unico che può guarire questo tipo di "patologie".
Il credente deve essere pienamente consapevole di chi è e di quelle che sono le proprie possibilità. Inoltre, tutti quei fratelli che hanno ricevuto una benedizione economica particolare da parte di Dio non l'hanno ricevuto a caso: essi sono chiamati per primi a collaborare con i propri euro all'avanzamento del Regno di Dio!
Non siete mica meglio degli altri (nessuno si offenda)!
Dio vi ha dato maggiormente affinché possiate provvedere ai bisogni della Chiesa (locale e non), dei fratelli, dei pastori, dei missionari e dei poveri, così come Egli vi farà sentire in cuore di volta in volta!
Volendo concludere?
È questa l'ultima crisi della storia dell'umanità?
Non lo so! So solo, visto che lo dice la Bibbia, che "negli ultimi giorni verranno tempi difficili" in tutti gli ambiti della vita (2 Timoteo 3:1).
Prepariamoci!
In Apocalisse 6:6 si legge che con uno stipendio giornaliero medio, si potrà comprare solo "una misura di frumento per un denaro e tre misure d'orzo per un denaro". Comprendiamo facilmente che saranno tempi difficili, ma noi abbiamo la ferma speranza che il nostro Dio non ci abbandonerà se fin da ora continueremo a coltivare un'intima e profonda comunione con Lui.
Dio ci aiuti!
Fin da ora uniamoci alla preghiera di Agur: "Io ti ho chiesto due cose; non me le rifiutare, prima che io muoia: allontana da me vanità e parola bugiarda; non darmi né povertà né ricchezze, cibami del pane che mi è necessario, perché io, una volta sazio, non ti rinneghi e dica: "Chi è il Signore?" oppure, diventato povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio" (Proverbi 30:7-9).
Dio possa benedirci grandemente!

De Liso Simon Pietro

Commenti

Alberto (non verificato)
Gio, 04/12/2012 - 16:08
Un bell' articolo!! Io vivo con mio fratello . Con la crisi io ho iniziato a risparmiare ma mio fratello fa tutto il contrario. Io prego ma lui quasi per niente! Un vero problema!!? La cosa bella che con mio fratello ho il conto in comune. !! Sia lodato Gesu' cristo!!

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