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Cosa Significa Accettare Cristo

Bussola Cristo Azzardo Salvezza

Poche cose, fortunatamente solo poche, sono questione di vita e di morte, come una bussola viaggiando in mare, o una guida per attraversare il deserto. Ignorare queste cose vitali non è rischiare o provare, è commettere suicidio. E' aver ragione o morire. 

La nostra relazione con Cristo è una questione di vita o di morte e su un piano più importante. L'uomo istruito biblicamente sà che Gesù Cristo venne nel mondo per salvare i peccatori e che gli uomini sono salvati solo per mezzo di Cristo e non delle loro opere: Questo è vero e si sà, ma ovviamente la morte e la resurrezione di Cristo non salvano automaticamente chiunque. Come fa l'individuo ad entrare in una relazione di salvezza con Cristo? Alcuni di noi lo sanno, ma altri no, ed è evidente. Come si costruisce il ponte sul golfo esistente tra la redenzione oggettivamente provveduta e la salvezza ricevuta soggettivamente? Come può ciò che Cristo ha fatto per me diventare operativo in me? 

Per la domanda: "Cosa devo fare per essere salvato?" dobbiamo imparare la risposta giusta. 

Fallire qui non è giocare d'azzardo con le nostre anime: è garantire alienazione eterna dal viso di Dio. Qui dobbiamo essere nel giusto, o essere eternamente perduti. A questa domanda ansiosa i cristiani evangelici provvedono tre risposte: 

1. Credi nel Signore Gesù Cristo; 

2. Ricevi Cristo come tuo personale Salvatore; 

3. Accetta Cristo.

Due di queste risposte provengono, quasi parola per parola, dalle scritture (Atti 16:31, Giov. 1:12), mentre la terza è una risposta parafrasata, la somma delle altre due. Non ce ne sono quindi tre, +

ma una. Essendo spiritualmente pigri, tendiamo naturalmente a gravitare verso il modo più semplice di risolvere le nostre domande, per noi stessi e per gli altri; da qui la formula “Accetta Cristo” che è diventata la medicina universale per ogni problema, e che io credo sia stata fatale per molti. Nonostante indubbiamente, un’occasionale, serio, pentito possa trovarci tutte le istruzioni necessarie per portarlo ad un contatto con Cristo, ho paura che troppi ricercatori la usino come scorciatoia alla Terra Promessa, solo per poi scoprire che lì ha guidati invece in “una terra oscura”, buia come l’oscurità stessa, terra dell’ombra della morte, senza ordine, dove la luce è oscurità”.

Il problema è che l’intera promozione dell’ “accettare Cristo” è sbagliata. Ci presenta Cristo che ci supplica invece di esser noi a supplicarlo. Lo raffigura quasi come se fosse in piedi con il cappello tra le mani, aspettando il nostro verdetto su di lui, invece di esser noi ad inginocchiarci con i cuori appesantiti in attesa del Suo verdetto. Ci potrebbe persino permettere di accettare Cristo seguendo un impulso mentale od emozionale, senza dolore, senza che il nostro ego ne risenta, e senza alcuna inconvenienza nella nostra vita abituale.

Per comprendere questa maniera sbagliata di trattare con problemi vitali, dobbiamo immaginarci alcuni paralleli: come se per esempio Israele, in Egitto, avesse accettato il sangue della Pasqua, ma avesse continuato a vivere legata, o il figliuol prodigo avesse “accettato” il perdono di suo padre ma fosse restato in mezzo  ai maiali in quella terra lontana, Non è chiaro che se accettare Cristo significhi realmente qualcosa, ci dev’essere un’azione morale che lo sostenga? Se vogliano usare l’espressione: “Accetta Cristo”, poiché onestamente non riusciamo a trovarne un’altra che esprime la stessa cosa, cerchiamo almeno di capire cosa intendiamo o vorremmo intendere quando la usiamo.

Accettare Cristo è formare un collegamento con la persona del nostro Signore Gesù, una cosa sicuramente unica nell’esperienza umana. Il collegamento è intellettuale, volitivo ed emozionale. Il credente è intellettualmente convinto che Gesù è sia Signore che Cristo; ha deciso di seguirLo ad ogni costo e presto il suo cuore si godrà la squisita dolcezza di questa comunione.

Questo collegamento è totale in quanto accetta con gioia Cristo per tutto ciò che Lui è. Non esiste divisione di uffici, come quando lo riconosciamo come Salvatore oggi e tratteniamo la decisione del renderlo Signore della nostra vita fino a domani. Il vero credente possiede Gesù come il suo "tutto in tutto" senza riserve. Include altrettanto tutto di se stesso, non volendo lasciare alcuna parte di se fuori dalla rivoluzionaria transazione. 

Il suo attaccamento a Cristo è inoltre esclusivo.- Il Signore diventa per lui, non uno dei tanti interessi tra loro rivali, ma la sola esclusiva attrazione, per sempre. Egli gira intorno a Cristo come la terra gira intorno al sole, trattenuta in traiettoria dal magnetismo del Suo amore, ricavando tutta la sua vita e luce e calore da Lui. In questa condizione felice egli avrà altri interessi, è vero, ma saranno tutti determinati dalla sua relazione con il suo Signore. 

Accettare Cristo in questo modo, che include tutto ed esclude tutto, è un imperativo divino. 

Qui la fede fa il SLIO balzo verso Dio attraverso la Persona e l'opera di Cristo, ma non divide mai l'opera dalla Persona. Non cerca mai di credere nel sangue di Gesù, separatamente dalla Persona stessa, o la croce o "l'opera finita." Crede nel Signore Gesù Cristo, il Cristo intero, senza modifiche o riserve, e così riceve e gode di tutto ciò che deriva dalla Sua opera di redenzione, di tutto ciò che sta' facendo ora nei cieli per i suoi, e di tutto ciò che fa in loro e attraverso di loro. 

Accettare Cristo è conoscere il significato delle seguenti parole: " ... quale Egli è, tali siamo anche noi in questo mondo." (1 Giov. 4:17) Accettiamo i Suoi amici come nostri amici, i Suoi nemici come nostri nemici, le Sue vie come nostre vie, la Sua reiezione come nostra reiezione, la Sua croce come nostra croce, la Sua vita come nostra vita e il Suo futuro come nostro futuro. Se questo è ciò che intendiamo quando avvisiamo il "cercatore di accettare Cristo, sarà meglio allora che lo rendiamo chiaro. Egli potrebbe altrimenti avere dei grandi problemi spirituali se non lo facciamo. 

 
A W. Tozer

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