Naomi

 

Naomi, il cui nome significa "mia letizia", è la figura del credente che, dopo essersi allontanato dalla presenza di Dio, decide di "tornare indietro", di ravvedersi.

Nel Nuovo Testamento questa parola assume un ampio significato: deriva dai termini “metanoeo” (verbo) e “metamelomai” (sostantivo) e significa “cambiare idea” (o rimpiangere, provare rimorso, fare inversione).

Il ravvedimento, quindi, non è solo comprensione dell'errore e pentimento, ma è anche un’azione che porta l'uomo ad invertire la direzione sbagliata che aveva intrapreso.

Il Nuovo Testamento ribadisce quanto sia indispensabile il ravvedimento ai fini della salvezza (Luca 13:3-5; Atti 2:36-38).

Ecco alcune considerazioni:

IL RAVVEDIMENTO E' PRODOTTO DALL'ASCOLTO DELL'EVANGELO 

Naomi decide di tornare indietro dopo aver saputo la “Buona Notizia” che il Signore aveva provveduto nuovamente il pane alla sua città di origine, cioè Betlemme. 

L'Evangelo è la "Buona Notizia" che fa sapere all'uomo peccatore, bisognoso del perdono di Dio, che Gesù è venuto per salvarlo (Luca 5:32).

La predicazione dell’Evangelo parte sempre dal ravvedimento. (Mat. 4:17; Mar. 6:12; Luca 3:3; Luca 24:47; Atti 3:19; Atti 17:30; Atti 26:20). 

IL VERO RAVVEDIMENTO SI ESPRIME NELL' UMILTA' 

Naomi, di fronte all'accoglienza degli abitanti di Betlemme, non si esalta, ma riconosce comunque il suo stato e il suo errore, al punto che chiede che la chiamino Mara (nome che significa “amarezza”).

Alcuni si accorgono del proprio peccato ma non si pentono, non provano tristezza per l'errore commesso. Colui che è veramente pentito accetta anche le conseguenze dei propri errori senza porre condizioni, è anche disposto, per quanto possibile, a rimediare ad essi e, soprattutto, desidera fortemente non commettere più quegli sbagli: questo è il vero ravvedimento (2 Cor. 7:9-10).

IL RAVVEDIMENTO PRODUCE DEI FRUTTI 

Il primo di questi frutti lo abbiamo visto: un cuore umile. Questo è il frutto degno di un vero ravvedimento (Mat. 3:8).

Esso ristabilisce la propria testimonianza, infatti, si torna ad essere un buon esempio e si può essere nuovamente di edificazione per gli altri. Possiamo vedere che Naomi torna a Betlemme e porta con sé anche Ruth, alla quale indicherà poi la strada per realizzare la benedizione divina. Ecco perché un credente che si ravvede può aiutare anche altri a tornare a Dio (Sal. 51:1-13) 

Per gli abitanti di Betlemme fu una gioia il ritorno di Naomi: ecco che il ravvedimento produce gioia spirituale. E’ una gioia per il cielo quando i peccatori si ravvedono (Luc 15:10). Quando c’è un ristabilimento spirituale, la gioia viene provata anche nel cuore del credente (2 Cor. 7:9).

Possiamo dire, quindi, che il ravvedimento porta alla benedizione. Infatti Naomi torna ad essere Naomi, torna ad essere, cioè, benedetta (Ruth 4:14-17).

L'invito di Dio per tutti noi è quello di permetterGli di lavorare dentro al nostro cuore giorno dopo giorno, affinché ci possa benedire grandemente ed è ciò che Egli più desidera (1 Sam. 7:3; Isa. 30:15)